Ubuntu Edge – Uno smartphone che è un PC ma anche un progetto ambizioso e rivoluzionario

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E’ in corso una piccola rivoluzione tecnologica, sappiatelo! La notizia rimbalza tra i social network e i blog e non posso astenermi dal dare il mio contributo alla divulgazione di questo progetto tanto ambizioso quanto promettente.

Nel primo paragrafo “What is Ubuntu Edge” presente nella pagina di indiegogo si può leggere:

In the car industry, Formula 1 provides a commercial testbed for cutting-edge technologies. The Ubuntu Edge project aims to do the same for the mobile phone industry — to provide a low-volume, high-technology platform, crowdfunded by enthusiasts and mobile computing professionals. A pioneering project that accelerates the adoption of new technologies and drives them down into the mainstream.

Di cosa stiamo parlando esattamente? Il succo del discorso sarebbe “uno smartphone” ma fin qui nessuno farebbe tanto caso alla cosa, abituati come siamo (chi più, chi meno) a vederli in svariate forme e dimensioni, potenza e colori, in casa Samsung, Apple, Nokia, ecc (non me ne vogliano le altre innumerevoli aziende!). Se aggiungiamo che collegandolo a un’apposita dock trasforma il monitor di casa in un PC vero e proprio, cominciamo a rizzare le orecchie!

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Ma la reale differenza fra uno smartphone prodotto dalle suddette multinazionali e il gioiellino oggetto di questo articolo è come si arriva ad averlo: il team di Ubuntu/Canonical ha scelto una strada differente per “commercializzare” il suo prodotto, una strada che parla direttamente con il mercato attraverso il web. Non è stato inventato nulla, questo è bene precisarlo, ma nell’utilizzare il crowdfunding, una soluzione ormai consolidata da anni, si è scelto di sfruttarlo fino in fondo, proponendo una soglia mai vista prima di 32 milioni di dollari cioè circa 25 milioni di euro!

Questa cifra potrebbe sembrare risibile per società come Apple che hanno un fatturato annuo di circa 150 miliardi di dollari e un utile netto di circa 40, ma come tutti sanno, Ubuntu (o meglio la società Canonical che sta dietro), non naviga nell’oro (fonti come Wiki segnalano 30 milioni di dollari nel 2009, ma non riesco a trovare una fonte più aggiornata) per via della sua natura.
Volendo proseguire il confronto parliamo di 70 mila dipendenti di Apple contro i 500 di Canonical. Insomma, stiamo parlando di due realtà diverse, su questo nessuno potrà sollevare alcun dubbio.

Non mi dilungherò nell’elogio delle qualità tecniche di questo smartphone:

  • Ubuntu e Android in dual boot
  • CPU da 2.4GHz quad-core
  • 4GB RAM
  • 128GB storage
  • Display da 4.5 inch 1280×720 HD (in zaffiro)
  • Corpo in metallo

Insomma, paragonandolo alle auto di Formula 1 ci intendiamo.

Il progetto ha 30 giorni di tempo per raggiungere l’altissima cifra fissata e procedere all’eventuale produzione:

If we don’t reach our target then we will focus only on commercially available handsets and there will not be an Ubuntu Edge.

Il primo giorno è passato con un “incasso” di circa 100 mila dollari all’ora e continuando di questo passo potrebbero raggiungere l’ambizioso obiettivo in soli 15 giorni!


Update 23/08/2013

Per molti il sogno finisce qui (almeno per ora) ma dopo 30 giorni “folli” non si può parlare di trionfo, ma neppure di sconfitta!
Rimangono sicuramente alcuni dati di fatto:

  • Il progetto di crowdfunding Ubuntu Edge ha battuto ogni record, totalizzando quasi 13 milioni di dollari ($12809906) in 30 giorni, il 40% di quanto preventivato
  • Non avendo raggiunto la cifra prestabilita, tutti i soldi versati saranno rimborsati nel giro di 5 giorni
  • Quasi 20 mila persone hanno creduto in questo progetto, pagando per un prodotto che avrebbero potuto avere solo dopo quasi un anno (Maggio 2014)
  • Diverse società hanno messo gli occhi sul progetto Ubuntu Edge e sul sistema Ubuntu per smartphone

Infine, non si esclude un secondo tentativo: nel post di fine campagna Mark Shuttleworth dice:

[…] And who knows, perhaps one day we’ll take everything we’ve learned from this campaign — achievements and mistakes — and try it all over again.

Beh, non ci resta che augurare buona fortuna al futuro di Ubuntu!

Cheers!